Antonio Meucci, l'inventore del telefono
- Valentina Pontetti
- 1 mar 2021
- Tempo di lettura: 2 min
L’invenzione del telefono da parte di Antonio Meucci rientra tra le 10 invenzioni brevettate made in Italy che hanno fatto la storia.
Il fiorentino Antonio Meucci nella prima metà del 1800 fu costretto a lasciare prima la sua amata Toscana e poi anche l’Italia, rifugiandosi per qualche anno a Cuba per poi stabilirsi a New York.
Sull’apparecchio telefonico, o comunque qualcosa che gli somigliava, Antonio Meucci cominciò a lavorare all’età di 26 anni quando era capo macchinista in un teatro di Firenze, tuttavia, fu solo a Cuba, nel 1849, che si può parlare di intuizione da parte dello scienziato italiano. In quegli anni Meucci lavorava negli ospedali della capitale cubana. La storia narra che un giorno lo scienziato stava curando uno dei suoi pazienti con l’elettroterapia, per questo motivo l’ammalato era collegato, mediante un circuito elettrico con l’inventore. Quando quest’ultimo inserì nel circuito una batteria di pile con una tensione di 114V il malato lanciò un urlo di dolore per la scossa subita. Il suono del lamento trasferendosi sul filo raggiunse distintamente lo scienziato che era due stanze più in là rispetto al letto del paziente. Da quel momento Meucci si rimise a lavoro producendo un gran numero di disegni senza tuttavia trovare nessuno che finanziasse la sua idea.
Gli studi e le ricerche vanno avanti diversi anni e nel 1856 ottiene un primo apprezzabile risultato.
L'invenzione è di quelle da rivoluzionare il mondo e Meucci lo sa. Le risorse finanziarie però non ci sono, la fabbrica di candele – unica fonte di sostentamento per la sua famiglia - fallisce e nessuno sembra disposto a finanziarlo. Oltre a questo, resta vittima di un grave incidente che lo tiene bloccato per mesi a letto.
La moglie disperata, per sopravvivere e per curarlo, vende a sua insaputa i bozzetti di tutte le sue invenzioni e le sue attrezzature ad un rigattiere per soli 6 dollari!
Meucci comunque non demorde e nel 1871 depositò un brevetto temporaneo per il “telettrofono”, l’antenato del telefono moderno, che permetteva di comunicare a distanza. Non potendo però rinnovare il proprio brevetto, che aveva un costo di 10 dollari, a causa delle sue difficoltà economiche, Alexander Graham Bell fu erroneamente accreditato come inventore, presentando nel marzo del 1876 la domanda di brevetto per un telefono del tutto simile a quelli di Meucci.
Inizia la battaglia legale per la paternità dell’invenzione, che termina nel 1887 con una sentenza che, pur riconoscendo alcuni meriti a Meucci, è a favore di Bell. Due anni dopo Meucci muore. Da quel giorno in poi la storia di Meucci rimane viva solo in Italia, in cui tutti considerano Meucci come il vero inventore del telefono. Nel resto del mondo è Bell l'autore dell'invenzione che ha cambiato il modo di comunicare nel mondo.
Giustizia viene fatta però nel Giugno del 2002 quando il Congresso degli Stati Uniti finalmente riconosce Antonio Meucci come primo inventore del telefono e tutto il mondo può finalmente riscoprire la storia e la genialità di uno dei più grandi inventori della storia dell'umanità.





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