top of page

NUOVA DIRETTIVA CONTRO IL GREENWASHING

  • Valentina Pontetti
  • 26 gen 2024
  • Tempo di lettura: 2 min

È stato dato il via libera dal Parlamento Europeo alla nuova direttiva contro il greenwashing al fine di combattere le pratiche di marketing ingannevole per il consumatore che danno false notizie sull’impatto ambientale o sui benefici di un prodotto.

La nuova direttiva fornirà un importante contributo per migliorare le pratiche connesse all’etichettatura dei prodotti e metterà la parola fine alle dichiarazioni ambientali fuorvianti e non veritiere.

La direttiva quindi vuole proteggere i consumatori dal c.d. greenwashing, pratica ormai dilagante e che porta gli stessi a fare acquisti basandosi su pratiche commerciali sleali.

Uno dei principali obiettivi è quello di migliorare la chiarezza e l’affidabilità dell’etichettatura dei prodotti: vengono quindi vietate dizioni ambientali vaghe come “rispettoso dell’ambiente”, “ecofriendly”, “naturale” se non suffragate da prove documentate e dettagliate. Ciò in quanto tali affermazioni, proprio a causa della loro “voluta” genericità, inducono il consumatore ad acquistare facendo credere di acquistare sostenibile, ma così non è.

È stata approvata con ben 593 voti favorevoli, 14 astensioni e 21 contrari. La relatrice del Parlamento ha dichiarato che “questa legge cambierà la vita quotidiana di tutti gli Europei, in modo da allontanarli dalla cultura dell’usa e getta e da rendere il marketing più trasparente, combattendo l’obsolescenza prematura dei beni”.

Altro punto saliente della normativa è proibire l’obsolescenza precoce e programmata dei prodotti e vietare le dichiarazioni infondate sulla durabilità.

Al momento manca solo l’approvazione finale del Consiglio; non appena ci sarà, la direttiva verrà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale e gli Stati membri dell’Unione Europea avranno 24 mesi per recepirla nel diritto nazionale.

È stato un passo importante per il piano dell’Unione Europea, che vuole realizzare entro il 2050 una vera economia circolare, anche nell’ambito delle iniziative del Green Deal previste dalla Nuova Agenda dei consumatori e dal Piano d’azione per l’Economia Circolare.

Le aziende quindi non potranno più mettere in commercio i loro prodotti utilizzando affermazioni infondate e non veritieri sul loro impatto ambientale. Solo i marchi di sostenibilità basati, realmente, su schemi di certificazione approvati saranno consentiti.

greenwashing
greenwashing

 
 
 

Commenti


bottom of page