Confettura o Marmellata? Questo è il dilemma.
- Valentina Pontetti
- 8 mar 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Quando si tratta di marmellata o confetture, sicuramente noto che le origini del gustoso composto sono antiche e si mescolano tra leggenda e storia.
Sono diverse le storie che si sono create intorno all’origine della marmellata: quella di arance, ad esempio, presenta una storia originale. C’è chi la fa risalire a Caterina d’Aragona, sposa del re d’Inghilterra Enrico VIII, grazie alla quale egli riuscì a guarire la nostalgia verso i frutti della sua terra, consolandosi con questa dolce creazione.
Un’altra leggenda vede invece protagonista Maria de Medici, che a causa di carenza di vitamine, mandò alcuni uomini della corte in Italia a recuperare gli agrumi più pregiati del tempo. Per conservare al meglio la frutta furono preparate delle casse apposite per la marmellata, che mostrava la scritta “Per Maria Ammalata”. Il nome sarebbe il risultato di un errore di lettura: i cuochi di corte assaggiarono il prodotto e lo iniziarono a chiamare “Marmellata” interpretazione distorta del “per Maria ammalata” riportato sul contenitore.
L’origine della marmellata è molto più antica stando al ricettario romano attribuito ad Apicio. Già i Greci usavano far bollire le mele cotogne insieme al miele per ricavarne una conserva. Ai tempi dell’antica Roma la frutta invece veniva immersa in una mistura di vino passito, vino cotto o miele. Solo nel Medioevo è possibile trovare una marmellata prodotta con un metodo simile al nostro attuale.
L’espressione marmellata deriva dal portoghese “marmelada” che significa “confettura di marmelo” tradotto in italiano: “mela cotogna”. Questo termine è presente in numerosi scritti dell’antica Grecia, dove l’espressione “melimelon”, mela di miele veniva utilizzata per definire la conserva ottenuta bollendo le mele cotogne con il miele.
Marmellata e confettura oggi sono tutt’altro che sinonimi.
Sono in molti a confondere sistematicamente marmellata e confettura, per questa ragione si è mossa addirittura la Comunità Europea che, più di trent’anni fa, ha risolto la controversia con una direttiva, la 79/693 del 1979, recepita in Italia tre anni dopo con il DPR n. 401.
La marmellata, dunque, è un prodotto alimentare a base di zucchero e agrumi: la tipologia ammessa comprende esclusivamente arancia, mandarino, cedro, limone, bergamotto e pompelmo.
A differenza della marmellata, la confettura può essere preparata con qualsiasi tipo di frutta. Non esistono limiti di fantasia, geografia oppure stagionalità degli alimenti che impieghiamo, l’importante è utilizzare la polpa e mai in percentuale inferiore al 35%. Nel caso di una “confettura extra” bisogna, invece, verificare che la percentuale di frutta superi il 45% del totale.





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