Il Kimono, un abito realizzato con tessuti Green
- Valentina Pontetti
- 27 set 2021
- Tempo di lettura: 3 min
Il kimono è un abito tradizionale della cultura giapponese, la cui nascita risale a quasi di 1300 anni fa, anche se in origine era abbastanza diverso da quello odierno; si è perciò evoluto nei secoli fino ad arrivare alla versione attuale.
La parola kimono ( 着物 ) significa “cosa da indossare”; infatti in passato questa parola veniva usata per indicare un qualsiasi abito che si indossava, senza specifiche distinzioni; oggi, invece, è utilizzata per far riferimento unicamente all’abito tradizionale.
Quando non è indossato ha una forma a T ben evidente ed è composto da vari pezzi, tutti dalla forma rettangolare; i pezzi vengono ricavati da un unico rotolo di stoffa, di seta o broccato, chiamato “tan” della lunghezza di 35cm e della larghezza di 11,5 metri; le cuciture, fatte tutte a mano, sono sempre e solo rettilinee (qualche piccola curva è presente sul colletto) e non sono presenti né bottoni né cerniere.
Una delle particolarità dei kimono da donna è che non esistono le taglie; ad esempio, per adattarlo alla propria statura si effettua una piega sulla vita chiamata “ohashori” che viene poi coperta dall’Obi (che possiamo definire come una cintura).
Le decorazioni possono essere ricamate o dipinte direttamente sulla stoffa utilizzando varie tecniche ed in base al prestigio ed alla tipologia del kimono.
La nascita del Kimono giapponese, o per meglio dire la sua primissima versione, nacque nel Periodo Nara (710-784) quando l’influsso della cultura cinese iniziò ad espandersi notevolmente in Giappone.
Fu però durante il periodo Heian (794-1185) che Nacque così il Jyuni-Hitoe, il cosiddetto “Kimono a 12 strati”, un mix tra la cultura cinese e l’estetica giapponese; pesava circa 20 kg e veniva utilizzato come abbigliamento formale dalla Corte Imperiale durante riti e cerimonie.
Tra il periodo Heian ed il periodo Kamakura, le combinazioni di colori dei kimono avevano il compito ben preciso di indicare una vasta gamma di indicatori come l’età, il rango, lo stato civile, la stagione o eventi particolari.
Sempre nel periodo Kamakura (1185-1333) il numero di strati che componevano il “kimono” si assottigliò sia per i samurai che le loro mogli e figlie.
Nel periodo Muromachi (1336-1573) il kosode, per le donne, iniziò ad essere colorato e ad avere decorazioni. Si iniziò anche ad utilizzare l’Obi, una fascia di stoffa arrotolata intorno alla vita. Questa fascia aveva indicativamente l’altezza di una cintura. Si iniziò ad avere il vero precursore del Kimono moderno.
Nel periodo Edo (1603–1867) anche se il potere era detenuto dagli shogun e dai samurai, i veri capitali in denaro erano gestiti dai mercanti, i quali facevano di tutto per ostentare la propria ricchezza.
Nel periodo della restaurazione Meiji, con un editto, l’imperatore obbligo i funzionari pubblici, i ferrovieri, l’esercito e gli insegnati ad indossare abiti all’occidentale. A seguire anche le uniformi scolastiche assunsero lo stile occidentale. Per cui i Kimono iniziano ad essere usati sempre meno anche se rimasero parte integrande della cultura giapponese.
Oggi, i Kimono vengono indossati solamente durante i matrimoni, i funerali, le cerimonie del tè ed i matsuri, ma non è difficilissimo vedere persone, nella vita di tutti, giorni girare in Kimono.
I kimono da donna, invece, hanno molti stili e quelli più formali sono composti da molti più pezzi (solitamente almeno 12); si può dire che indossarne uno è abbastanza difficile da fare senza l’aiuto di una seconda persona.
Potrei scrivere per altre 937438 pagine del kimono giapponese ma vi voglio lasciare con due curiosità:
- i lembi anteriori del kimono devono sempre essere chiusi sovrapponendo il lato sinistro sopra quello di destra; l’usanza opposta, ovvero il lato destro su quello sinistro, è utilizzata solamente per i defunti.
- nel Giappone antico lo sventolare delle maniche dei Kimono davanti ad un uomo simboleggiava l’amore che una ragazza provava verso di lui. Questa tecnica di conteggiamento era ritenuta molto attraente; ma, se ad indossare un kimono di questo tipo era una donna sposata, allora veniva ritenuto indegno, perché veniva ricondotto alla voglia di voler tradire il proprio marito.
Il mio kimono arriva direttamente dal Giappone ed è un 100% seta. Se capitate da quelle parti vi consiglio di acquistarne uno, vi portate a casa un pezzo di storia di questo incredibile popolo.





Commenti