L'energia idroelettrica, una tra le più antiche fonti di energia rinnovabile
- Valentina Pontetti
- 10 giu 2021
- Tempo di lettura: 2 min
L’energia ottenuta dall’acqua si annovera tra le più antiche fonti di energia rinnovabile. Già nell’antichità l’uomo ha modificato i corsi d’acqua per agevolare l’agricoltura e presto si rese conto che quel moto continuo poteva essere un prezioso aiuto da sfruttare.
Con il Nilo come fonte principale di vita, di scambi e di commercio, gli Egizi sono stati tra i primi popoli ad utilizzare l’acqua come fonte di energia. La prima diga, infatti, fu costruita da loro e furono i primi a sfruttare l’invenzione della ruota idraulica, la stessa che vediamo nei mulini ad acqua, e che, posta in fiumi o correnti, trasforma l’energia cinetica in energia meccanica.
In realtà si pensa che un primo uso di ruote azionate dalla forza dei fiumi e dei canali sia da far risalire addirittura ai Sumeri, la prima civiltà urbana conosciuta.
Anche in Estremo Oriente il movimento dell’acqua venne utilizzato presto: in Cina, già dal 200 A.C., venivano macinati grano e minerali grazie alle ruote idrauliche e, nello stesso periodo, anche le antiche civiltà indiane facevano uso di strumenti analoghi.
Ampiamente diffusa dall’Asia minore all’Impero Romano, in Egitto, in Asia ed in India, per raggiungere poi il mondo islamico intorno a 7° secolo che la introdusse sulle rive del Tigri e dell’Eufrate. La ruota ad acqua è ampiamente documentata anche in Grecia.
Nel Medioevo ci furono molte innovazioni ingegneristiche per quanto riguarda le ruote ad acqua ma fu solo nel XIX secolo che si scoprì come conservare l’energia elettrica prodotta e come sfruttarla.
La vera rivoluzione nel campo dell’energia idrica arriva nel 1832 con l’invenzione della turbina idraulica capace di produrre energia. In piena seconda rivoluzione industriale (tra la fine del 1800 e la prima parte del 1900) l’energia idrica viene a pieno utilizzata per produrre energia elettrica, facendo quindi nascere l’energia idroelettrica e con essa le prime centrali.
In Italia le prime centrali spuntarono già a fine ‘800, seguite dai grandi impianti del secolo successivo.
Ad oggi, l’energia ottenuta dalle centrali idroelettriche italiane copre il 15% dell’intera produzione nazionale e costituisce il 40% di quella pulita. Un dato che può sembrare importante ma che, ahimè, è decisamente più basso rispetto all’80-90% che ha caratterizzato il secolo scorso.
Il futuro dell’idroelettrico in Italia difficilmente sarà caratterizzato da nuovi grandi impianti, la cui costruzione è di fatto terminata dopo il 2000.
Il trend in crescita, che mi fa ben sperare, lo sta conoscendo il “mini” idroelettrico, impianti di taglia inferiore ai 500 kW ma che hanno un minore impatto ambientale.





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