top of page

La "Legge Salvamare"

  • Valentina Pontetti
  • 16 nov 2021
  • Tempo di lettura: 2 min

Nel luglio di quest’anno è stata approvata in Senato la “Legge Salvamare”, un provvedimento importantissimo per la tutela e la pulizia dei nostri mari.

Forse pochi sanno che prima di questa Legge – che ahimè, dopo essere stata approvata al Senato, è stata emendata dalla Camera e pertanto necessita di un altro iter per arrivare alla definitiva approvazione – i pescatori od i conducenti di natanti erano praticamente “obbligati” a ributtare in mare i rifiuti e la plastica finiti nelle reti di pescaggio o recuperati in mare per non cadere in un reato penale, ossia il trasporto illecito di rifiuti, e per evitare di essere considerati produttori di rifiuti, dovendo quindi pagarne lo smaltimento.

Il Mediterraneo è particolarmente esposto al problema della plastica, in quanto si tratta di un mare semi-chiuso: si pensa che siano almeno 250 miliardi i frammenti di plastica al suo interno.

Nel Tirreno il 95% dei rifiuti galleggianti avvistati, più grandi di 25 centimetri, sono di plastica, e il 41% di questi sono buste e frammenti.

Come ci insegnano e ricordano i ricercatori, nel Mar Mediterraneo più di 134 specie sono vittime di ingestione di plastica, tra cui 60 specie di pesci, 3 specie di tartarughe marine, 9 specie di uccelli marini e 5 specie di mammiferi marini.

Questo disegno di legge permette, ora, ai comandanti delle navi, ai conducenti dei natanti e quindi anche ai pescatori di portare a terra la plastica recuperata con le reti, di farla conferire all’impianto portuale di raccolta e, quindi, di farla riciclare.

I pescatori che diventeranno “spazzini” del mare potranno avere un certificato ambientale e la loro filiera di pescato sarà adeguatamente riconoscibile e riconosciuta. I rifiuti potranno essere portati nei porti dove saranno allestiti dei punti di raccolta e verranno introdotti dei meccanismi premiali per i pescatori.

La Salvamare avrà un impatto ambientale concreto e visibile sui nostri mari, laghi e fiumi, ed aprirà ad una nuova frontiere dell’economia circolare.

Un passo molto “green” nella direzione della riduzione delle plastiche in mare e, più in generale, del contenimento del cosiddetto marine litter, ovvero i rifiuti marini.

Il mare è patrimonio di tutti, e NON una discarica.



 
 
 

Commenti


bottom of page