OBIETTIVO 1: sradicare la povertà in tutte le sue forme e ovunque nel mondo
- Valentina Pontetti
- 11 gen 2022
- Tempo di lettura: 3 min
Nonostante i notevoli progressi compiuti dagli anni 1990 nella lotta alla povertà, ancora oggi più di 800 milioni di persone – delle quali circa il 70 per cento sono donne – vive in condizioni di estrema indigenza. L’Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile si pone come obiettivo eliminare completamente la povertà estrema entro il 2030, attualmente misurata sulla base di coloro che vivono con meno di $ 1,25 al giorno.
La povertà va ben oltre la sola mancanza di guadagno e di risorse per assicurarsi da vivere in maniera sostenibile. Tra le sue manifestazioni c’è la fame e la malnutrizione, l’accesso limitato all’istruzione e agli altri servizi di base, la discriminazione e l’esclusione sociale, così come la mancanza di partecipazione nei processi decisionali.
La crescita economica deve essere inclusiva, allo scopo di creare posti di lavoro sostenibili e di promuovere l’uguaglianza.
Le persone povere sono colpite più duramente dalle crisi economiche e politiche, dalla perdita di biodiversità e di servizi ecosistemici, dalle catastrofi naturali e dalla violenza. Al fine di garantire che le persone uscite dalla condizione di povertà non vi ritornino, questo obiettivo prevede anche misure di consolidamento della capacità di resistenza, che comprendono l’istituzione di sistemi di protezione sociale.
I goals che si vogliono raggiungere entro il 2030 consistono in:
· ridurre almeno della metà la quota di uomini, donne e bambini di tutte le età che vivono in povertà in tutte le sue forme;
· implementare a livello nazionale adeguati sistemi di protezione sociale e misure di sicurezza per tutti, compresi i livelli più bassi, e raggiungere una notevole copertura delle persone povere e vulnerabili;
· assicurare che tutti gli uomini e le donne, in particolare i più poveri e vulnerabili, abbiano uguali diritti alle risorse economiche, insieme all'accesso ai servizi di base, proprietà privata, controllo su terreni e altre forme di proprietà, eredità, risorse naturali, nuove tecnologie appropriate e servizi finanziari, tra cui la microfinanza;
· rinforzare la resilienza dei poveri e di coloro che si trovano in situazioni di vulnerabilità e ridurre la loro esposizione e vulnerabilità ad eventi climatici estremi, catastrofi e shock economici, sociali e ambientali;
· garantire un’adeguata mobilitazione di risorse da diverse fonti, anche attraverso la cooperazione allo sviluppo, al fine di fornire mezzi adeguati e affidabili per i paesi in via di sviluppo, in particolare i paesi meno sviluppati, attuando programmi e politiche per porre fine alla povertà in tutte le sue forme;
· creare solidi sistemi di politiche a livello nazionale, regionale e internazionale, basati su strategie di sviluppo a favore dei poveri e sensibili alle differenze di genere, per sostenere investimenti accelerati nelle azioni di lotta alla povertà.
Per concludere, vi lascio con qualche dato su cui riflettere
Ø Oltre 700 milioni di persone, corrispondenti al 10% della popolazione globale, vivono in povertà estrema
Ø Avere un lavoro non garantisce condizioni di vita decenti. Infatti, l’8% dei lavoratori e delle loro famiglie vivevano in povertà estrema nel 2018
Ø A livello globale, ci sono 122 donne tra i 25 e i 34 anni in povertà estrema per ogni 100 uomini dello stesso intervallo di età
Ø La maggioranza delle persone che vivono con meno di 1,90 dollari al giorno appartiene all’Africa subsahariana
Ø Elevati indici di povertà sono frequenti nei Paesi piccoli, fragili e colpiti da conflitti
Ø La povertà incide soprattutto sui bambini: uno su cinque vive in povertà estrema
Ø Nel 2018, il 55% della popolazione mondiale non aveva accesso a protezione sociale
Ø Nel 2018, solo il 41% delle madri ha beneficiato di prestazioni di sostegno alla maternità alla nascita del figlio





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