Quando è nata la Botte?
- Valentina Pontetti
- 10 mar 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Sapete quando è nata la botte, per come la conosciamo oggi?
Anticamente, il primo materiale utilizzato per scopi enologici era indubbiamente la terracotta: lo attestano i ritrovamenti archeologici in Armenia, gli esempi di vinificazione più antichi del mondo!
La tradizione viticola caucasica, soprattutto della Georgia, è ancora oggi legata all’uso di grosse anfore in terracotta della capacità di 2000-3000 litri interrate nelle cantine.
Ma, ad un certo punto, tra il II e il III secolo D.C. qualcosa cambiò: dall’anfora, pesante e fragile, si passò alla botte, pratica e maneggevole.
È possibile che l’uso del legno come contenitore per il vino fosse già presente presso Egizi ed Assiro-Babilonesi.
Un’anticipazione sulla costruzione della botte per il vino ce la fornisce Catone, nel II secolo A.C. “… fascerai i dogli con il legno di quercia …”
Introdotta dalle popolazioni celtiche dei Galli, in poco tempo quel fusto di legno con cerchi di ferro diventò il miglior contenitore per la maturazione ed il trasporto del vino. Strabone, nel I secolo A.C. dice che “dell’abbondanza del vino fan testimonio le botti, le quali sono di legno e più grandi di case”.
Anche Plinio Il Vecchio parla di “recipienti di legno rinforzati con cerchiature”.
I Galli erano abili lavoratori del legno e maestri d’ascia; costruirono botti per il vino leggere e resistenti, adatte agli spostamenti.
Con il tempo poi si arrivò a capire che il legno migliorava le qualità organolettiche degli alcolici, permettendo all’ossigeno di penetrare e farne respirare il contenuto.
Si arrivò a capire anche che grazie alla sua forma rotondeggiante era facile da rotolare e ruotare e poteva essere spostava da una parte all’altra, ma soprattutto non si rompeva, come invece succedeva alla terracotta.
La botte fu sicuramente un’invenzione in campo enologico e si affermò come il sistema di stoccaggio del vino più economico e funzionale. Un’invenzione utilizzata ancora oggi, e che ci permette di godere del meraviglioso nettare degli dei.





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